iPhone 18 Pro è sempre più una macchina fotografica professionale. Ma il vero protagonista è iPhone Duo, il primo pieghevole di Apple: nove anni dopo la concorrenza, Cupertino prova finalmente a stupire di nuovo.
Ieri Apple ha presentato la nuova generazione di iPhone e, questa volta, credo sia necessario distinguere nettamente i due protagonisti della serata.
Da una parte ci sono iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max, evoluzione sempre più raffinata di un prodotto che conosciamo ormai molto bene.
Dall’altra c’è iPhone Duo, il primo iPhone pieghevole. Ed è proprio lui, secondo me, il vero protagonista dell’evento.


Perché se iPhone 18 Pro rappresenta l’evoluzione dell’iPhone che conosciamo, iPhone Duo prova finalmente a mostrarci come potrebbe essere l’iPhone del futuro.
iPhone 18 Pro: Apple punta sempre più sui fotografi e sui videomaker
Partiamo dagli iPhone 18 Pro.
Apple ha concentrato gran parte del lavoro sul comparto fotografico e video, trasformando ancora una volta l’iPhone in uno strumento sempre più vicino al mondo della fotografia professionale.


La novità più interessante è senza dubbio la fotocamera principale Fusion da 48 MP con apertura variabile, una prima assoluta per iPhone. Il diaframma può passare tra quattro aperture, da ƒ/1.48 a ƒ/4.0, permettendo di intervenire sulla profondità di campo e sulla quantità di luce catturata.
Ma non è soltanto una questione di hardware.
Apple ha introdotto nuovi Controlli professionali, ulteriori possibilità creative per gli Stili fotografici e nuove funzioni dedicate alla registrazione video. Arrivano anche strumenti come l’acquisizione doppia, che permette di registrare contemporaneamente con fotocamera anteriore e posteriore.
Ed è proprio questo che, personalmente, trovo più interessante.
Un iPhone per chi ama davvero fotografare
iPhone 18 Pro sta diventando sempre meno un semplice smartphone con una buona fotocamera.
È uno strumento che permette a chi è appassionato di fotografia e video di sperimentare, giocare con la luce, con la profondità di campo e con i controlli manuali.
Per un fotografo o un videomaker professionista probabilmente non sostituirà una fotocamera dedicata in ogni situazione, ma il punto non è questo.


Il punto è avere in tasca uno strumento che può diventare una vera macchina creativa in qualsiasi momento.
E da questo punto di vista, Apple sta facendo un lavoro notevole.
Ma se avete un iPhone 17 Pro, lasciate perdere
Ed è qui che arriva la parte meno entusiasmante.
Non comprerei un iPhone 18 Pro se possedessi già un iPhone 17 Pro.
Le novità ci sono, anche importanti, ma non vedo un motivo sufficiente per fare il salto generazionale, a meno di avere esigenze molto specifiche legate alla fotografia o alla produzione video.
Anzi, lo stesso ragionamento può essere esteso, probabilmente, anche a chi possiede un iPhone 16 Pro o 16 Pro Max.
Il nuovo A20 Pro è più potente, la gestione termica è stata migliorata e l’autonomia del 18 Pro Max raggiunge livelli mai visti prima su iPhone, con fino a 43 ore di riproduzione video dichiarate da Apple.
Sono miglioramenti importanti.
Ma non necessariamente tali da giustificare la sostituzione di un telefono ancora estremamente valido.
Chi dovrebbe comprarlo?
Secondo me la situazione è abbastanza semplice.
- Se avete un iPhone 15 o precedente, il passaggio a iPhone 18 Pro può avere molto più senso.
- Se avete un iPhone 16 Pro, ci penserei.
- Se avete un iPhone 17 Pro, personalmente aspetterei.
- E c’è anche un’altra possibilità: comprare un iPhone 17 Pro ricondizionato.
Con la nuova generazione ormai sul mercato, potrebbe diventare una delle scelte più intelligenti per chi vuole un iPhone Pro senza spendere il prezzo del modello appena presentato.
Insomma, iPhone 18 Pro è probabilmente il miglior iPhone Pro mai prodotto.
Ma questo non significa automaticamente che sia necessario comprarlo.
iPhone Duo è tutta un’altra storia
Poi Apple ha presentato iPhone Duo.
E qui cambia completamente il discorso.
Apple arriva nel mercato degli smartphone pieghevoli con un ritardo che ormai è impossibile ignorare.


La concorrenza utilizza questa tecnologia da anni e, sotto questo punto di vista, Cupertino arriva circa nove anni dopo i primi grandi protagonisti del settore.
Eppure, guardando iPhone Duo, ho avuto una sensazione abbastanza precisa:
- forse Apple ha aspettato proprio per fare le cose a modo suo.
iPhone Duo è il primo iPhone pieghevole e, una volta aperto, offre un enorme display interno Super Retina XDR da 7,6 pollici. Da chiuso, invece, troviamo un display esterno da 5,4 pollici. I due schermi condividono lo stesso rapporto d’aspetto, così il passaggio tra modalità chiusa e aperta mantiene continuità nei contenuti.
Ma c’è una cosa che mi ha colpito più di tutte.
Il passaggio da chiuso ad aperto è davvero “wow”
Sembra una banalità.
Uno smartphone si apre.
Lo fanno già in tanti.
Eppure durante la presentazione Apple quel gesto ha avuto qualcosa di diverso.


Chiudi l’iPhone e hai uno smartphone compatto. Lo apri e ti ritrovi davanti un enorme display da 7,6 pollici.
È una trasformazione che, almeno a livello emozionale, funziona.
E mi ha ricordato molto la sensazione che avevo provato durante la presentazione di iPhone X.
Quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa che non è semplicemente il nuovo modello dell’anno, ma un nuovo modo di intendere l’iPhone.
Ed è una sensazione che, negli ultimi anni, Apple aveva fatto un po’ fatica a trasmettere.
La piega del display: Apple prova a giocare d’anticipo
Uno dei problemi principali dei telefoni pieghevoli è sempre stato quello della piega centrale del display.
Apple ha cercato di affrontarlo con un lavoro molto sofisticato sulla struttura dello schermo.
Il display interno di iPhone Duo utilizza infatti una finitura nanotexture che riduce riflessi e bagliori e contribuisce anche a rendere meno evidente la piega. Apple ha inoltre riprogettato la struttura interna del display e utilizzato materiali e adesivi specifici per ridurre lo stress generato dalla flessione.


Sulla carta è una soluzione estremamente interessante.
Ma qui mi riservo il giudizio definitivo.
Perché una cosa è vedere il dispositivo durante un keynote Apple.
Un’altra è utilizzarlo tutti i giorni per sei mesi, un anno, due anni.
Sarà interessante capire quanto sarà effettivamente visibile la piega dopo migliaia di aperture e chiusure.
Apple arriva tardi, ma l’hardware sa ancora dire la sua
C’è poi un aspetto che secondo me merita particolare attenzione.
Apple può essere indietro sul fronte dell’intelligenza artificiale rispetto ad alcuni concorrenti, ma quando si parla di hardware, dimostra ancora una volta di sapere perfettamente cosa sta facendo.
iPhone Duo utilizza lo stesso A20 Pro degli iPhone 18 Pro, affiancato da un sistema di gestione termica con camera di vapore progettato per mantenere elevate le prestazioni anche durante carichi di lavoro pesanti, gaming e multitasking.


E il software è stato adattato al nuovo formato.
iOS sfrutta il grande display interno per il multitasking, permettendo di utilizzare più applicazioni contemporaneamente e trasformando il dispositivo in qualcosa che può essere utilizzato non soltanto per telefonare, navigare o guardare video, ma anche per lavorare.
È qui che il concetto di pieghevole Apple comincia ad avere davvero senso.
Non è semplicemente:
“Un iPhone che si piega”.
È:
“Un iPhone che può trasformarsi in qualcosa di diverso quando lo apri”.
E questa differenza è fondamentale.
Il prezzo? Mi aspettavo peggio
Arriviamo alla nota dolente.
iPhone Duo parte in Italia da 2.369 euro.
Sono tantissimi soldi.
Su questo non c’è molto da discutere.
Ma devo ammettere che, prima della presentazione, mi aspettavo un prezzo ancora più alto.
Apple si è quindi mantenuta, per quanto possibile, in linea con quello che ormai è il segmento dei pieghevoli ultra-premium.
È costoso?
Sì.
È fuori scala rispetto agli altri smartphone?
Non necessariamente.
È semplicemente un prodotto Apple, con tutto quello che questo comporta.
E, diciamolo, anche questo è molto “Apple”.
Peccato per gli accessori
Una cosa che invece mi ha lasciato un po’ perplesso è la disponibilità di accessori ufficiali.
Per un prodotto completamente nuovo e con una struttura così particolare, mi sarei aspettato una proposta più ampia.


Apple ha previsto una custodia e una Folio con supporto, ma la scelta è decisamente più limitata rispetto a quella disponibile per gli iPhone tradizionali.
E considerando quanto costa iPhone Duo, personalmente avrei preferito vedere una gamma di accessori più completa fin dal lancio.



John Ternus non poteva scegliere un debutto migliore
C’è poi un elemento simbolico che non va sottovalutato.
John Ternus è il nuovo CEO di Apple e iPhone Duo rappresenta uno dei primi grandi prodotti presentati sotto la sua guida.
E direi che, come biglietto da visita, non poteva andare molto meglio.
Ternus ha definito iPhone Duo il cambiamento più trasformativo per iPhone dai tempi del modello originale.
E in effetti il messaggio che arriva è abbastanza chiaro.
Dopo anni di evoluzioni più o meno prevedibili, Apple ha finalmente presentato qualcosa capace di cambiare concretamente il modo in cui utilizziamo un iPhone.
Per questo, personalmente, iPhone Duo mi ha ricordato molto la presentazione di iPhone X.
Non perché sia necessariamente rivoluzionario quanto lo fu iPhone X nel 2017, ma perché possiede quella stessa capacità di creare desiderio.
Quella sensazione di:
“Lo voglio. Anche se probabilmente non mi serve.”
Il vero protagonista è iPhone Duo
Alla fine, quindi, il mio giudizio sulla presentazione Apple è abbastanza netto.
iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max sono ottimi smartphone.
Sono sempre più strumenti professionali per fotografia e video, hanno un comparto hardware impressionante e introducono alcune novità realmente interessanti, prima fra tutte l’apertura variabile della fotocamera principale.
Ma sono comunque un’evoluzione dell’iPhone che conosciamo.
Non vedo quindi motivi particolari per passare dal 17 Pro al 18 Pro, e anche chi possiede un 16 Pro può tranquillamente aspettare.
iPhone Duo, invece, è un’altra cosa.
Apple arriva con circa nove anni di ritardo rispetto alla concorrenza, ma lo fa con un prodotto che, almeno sulla carta, sembra avere tutte le caratteristiche per diventare il nuovo oggetto del desiderio.
E soprattutto restituisce all’iPhone quella sensazione che forse mancava da qualche anno:
l’effetto wow.
Ora, però, arriva la parte più difficile.
Aspettare.
I preordini di iPhone Duo inizieranno il 16 ottobre, mentre la disponibilità partirà dal 23 ottobre 2026.
E ho la sensazione che, questa volta, saranno in parecchi ad aspettare quel giorno davanti al sito Apple.
Io, sicuramente, sono curioso di provarlo.
